Aumento TARI comune di Matera all’insaputa dell’assessore

L’aumento della tassa rifiuti per l’anno 2018 a Matera, assume a dir poco contorni incresciosi; la scorsa primavera, alla vigilia dell’approvazione del bilancio, monitorando le solite tasse ed imposte comunali che sarebbero state oggetto di delibera da parte del Comune di Matera per la stesura del bilancio (parliamo di marzo 2018), abbiamo ottenuto dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale ampie garanzie circa i non  aumenti rispetto allo scorso anno.

Ci veniva comunicato che, secondo il Piano Economico e Finanziario (PEF) anno 2018, il costo complessivo del servizio da recuperare attraverso la tariffa sarebbe stato pari ad euro 12 milioni e duecentomila circa a fronte più o meno dello stesso importo dell’anno 2017. Quindi ampie garanzie che nulla sarebbe accaduto per imprese e famiglie (utenze non domestiche e domestiche) rimanendo di fatto inalterato il costo del servizio.

Qualche giorno fa i primi commercianti ci contattano perchè negli avvisi TARI anno 2018 sono riportati aumenti fino al 120% rispetto allo scorso anno; increduli contattiamo qualche assessore che ci invita ad avere chiarimenti con il dirigente per capire di fatto cosa sia successo; percepiamo una sorta di incredulità anche dal canto loro.

Nell’incontro di mercoledi 19 settembre ci viene spiegato dagli Uffici comunali preposti che, nel tener presente il calcolo previsto dalla vigente normativa sulla TARI, i costi di gestione del servizio di raccolta e igiene sono stati spalmati al 50% fra utenze domestiche e non domestiche (come indicato dal Consiglio Comunale) dove però i numeri – 24.000 utenze domestiche e 5.000 non domestiche –  hanno penalizzato le imprese.

Premesso che tutti i settori dell’utenze non domestiche hanno subito aumenti in alcuni casi di oltre il 120%, a titolo di esempio citiamo i supermercati che passano da euro 5.06/mq anno 2017 a euro 12.21/mq anno 2018; ortofrutta da euro 14.37/mq anno 2017 a euro 23.52/mq anno 2018; i negozi in genere da euro 2.95/mq anno 2017 a euro 6.50/mq anno 2018; i ristoranti euro 11.05/mq anno 2017 a euro 16.31/mq anno 2018 e così via, abbiamo rivolto, in quella sede, un duro attacco agli Amministratori comunali che non hanno saputo, a nostro giudizio, esercitare azioni di monitoraggio sugli effetti  delle tariffe magari entrando nel merito dei costi del servizio per salvaguardare l’intera cittadinanza al fine di evitare lo scempio economico  che oramai è sotto gli occhi di tutti. Da  tener presente che le utenze non domestiche (le imprese) hanno già subito un aumento che in alcuni casi ha raggiunto il 200% negli ultimi anni.

Poichè siamo ancora increduli per quello che è successo, ed essendo il meccanismo del calcolo della TARI non a portata di tutti, in queste ore ci siamo attivati con i nostri legali per valutare ogni azione amministrativa a tutela degli interessi dei rappresentati che potrebbe riguardare un immediato accesso agli atti ai fini di comprendere se la scelta compiuta sia stata discrezionale o arbitraria e per valutare eventuali ed ulteriori azioni giudiziarie.